Con la presente desideriamo richiamare la Vostra attenzione sulle più recenti evoluzioni normative in materia di lavoro agile (smart working), che nel 2026 assumono un rilievo sempre più centrale nell’organizzazione del lavoro, sia nel settore pubblico sia in quello privato.
Il quadro normativo di riferimento continua a essere fondato sulla Legge n. 81/2017, che definisce lo smart working come modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato basata su un accordo tra le parti. Tuttavia, le recenti disposizioni introdotte dalla Legge n. 106/2025, operative dal 1° gennaio 2026, stanno ridefinendo in modo significativo l’approccio a questo strumento, rafforzandone la dimensione sociale e di tutela.
In particolare, il legislatore ha previsto un diritto di precedenza nell’accesso al lavoro agile per specifiche categorie di lavoratori, tra cui soggetti affetti da patologie gravi o invalidanti, caregiver e genitori con figli minori o disabili, con l’obiettivo di favorire la conciliazione tra vita privata e attività lavorativa e garantire la continuità occupazionale anche in situazioni di fragilità .
Lo smart working, pur mantenendo natura volontaria e basata su accordo individuale, non può essere attivato in forma informale: è necessario formalizzare specifici accordi tra datore di lavoro e lavoratore, nei quali siano definiti modalità di esecuzione, tempi di lavoro, strumenti utilizzati e obiettivi da raggiungere. Inoltre, resta fermo l’obbligo di comunicazione preventiva dell’attivazione del lavoro agile tramite gli strumenti telematici previsti dal Ministero del Lavoro .
Un ulteriore elemento di novità riguarda il rafforzamento delle tutele in materia di salute e sicurezza. La recente legge annuale sulle PMI, approvata nel marzo 2026, introduce infatti nuovi obblighi a carico del datore di lavoro, tra cui una informativa più puntuale e periodica sui rischi connessi alla prestazione lavorativa svolta da remoto, oltre a un aggiornamento delle responsabilità previste dal Testo Unico sulla sicurezza .
Nel complesso, il lavoro agile nel 2026 si configura sempre più come uno strumento strutturale e non più emergenziale, destinato a consolidarsi nei modelli organizzativi delle imprese. Si tratta di una modalità che, se correttamente gestita, può contribuire a migliorare la produttività, il benessere dei lavoratori e l’efficienza dei processi aziendali.
Alla luce di quanto sopra, si invitano le aziende associate a valutare con attenzione l’adozione e la gestione dello smart working all’interno delle proprie organizzazioni, verificando la corretta applicazione degli obblighi normativi e cogliendo le opportunità offerte da modelli di lavoro più flessibili e innovativi.



